La Grande Guerra sugli Altipiani

Come conseguenza dell’attentato di Sarajevo, il 28 luglio 1914 l’Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia. L’ultimatum al piccolo stato serbo fece scattare il meccanismo delle alleanze provocando l’ingresso nel conflitto della Russia, della Germania, della Francia e dell’Inghilterra. In breve tempo la guerra divenne europea. Il 31 luglio in Tirolo fu ordinata la mobilitazione generale e circa 60.0000 soldati trentini furono mandati al fronte, molti in Galizia, sul fronte russo.

Oltre 11.500 di loro non fecero più ritorno.Pochi mesi dopo, il 24 maggio 1915, con l’entrata in guerra dell’Italia il conflitto giunse sugli Altipiani. In fretta gli abitanti furono costretti ad abbandonare le loro case e a raggiungere, dopo un viaggio estenuante, i lontani paesi dell'Austria Superiore, della Moravia e della Boemia. In seguito furono raccolti nei campi profughi di Braunau e Mitterndorf dove soffrirono fame e malattie. Si pensava che la guerra sarebbe durata qualche settimana, durò invece quattro anni. 

mappa forti austriaci Folgaria Lavarone Luserna prima guerra mondiale

Fig. mappa con forti austriaci e italiani

Il Fronte d'Acciaio

In vista di un probabile conflitto, a partire dal 1860 sia l’Austria-Ungheria che l’Italia iniziarono a fortificare i confini.A partire dal 1908 furono in particolare fortificati gli altipiani di Folgaria, Lavarone, Luserna e Vézzena attraverso i quali le truppe italiane avrebbero potuto facilmente penetrare in Trentino.

Su proposta del Capo di stato maggiore Gen. Conrad Von Hötzendorf, tra Cima Vezzena e l’altopiano di Folgaria fu realizzato uno sbarramento fortificato costituito da sette forti di pietra, cemento e acciaio collegati tra di loro da un robusto sistema trincerato.

Nel 1915 i forti degli Altipiani impedirono l’avanzata italiana su Trento e nel maggio 1916 furono base di partenza della Strafexpedition, la poderosa offensiva con la quale gli Austriaci miravano alla pianura veneto-vicentina per cogliere l’esercito italiano alle spalle. Ma dopo un successo iniziale l’offensiva fallì. 

 

I Forti 

Tra il 1908 e il 1914 furono costruiti per primi i forti del settore orientale: Forte Cima Vézzena, Forte Busa Verle, Forte Lusérn e Forte Belvedere Gschwent.

Tra il 1910 e il 1914 furono invece costruiti i forti dell’altopiano di Folgaria e precisamente Forte Cherle, Forte Sommo Alto e il Forte Dosso delle Somme.

La loro funzione principale era quella di sbarrare le principali vie di accesso agli Altipiani nell’area compresa tra l’alta Val d’Assa e la valle di Terragnolo.

Erano forti moderni, dotati di una resistente copertura in cemento che in alcuni punti superava i 3 m di spessore, armati con obici da 10 cm, in torre corazzata, e da 12 a 22 postazioni di mitragliatrice. Muniti di ampie scorte di munizioni, carburanti e viveri erano inoltre capaci di resistere in completo isolamento per oltre trenta giorni. Potevano ospitare tra i 200 e i 300 uomini.