Luoghi d'interesse

 

Monte Maggio

Monte Maggio

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Sull’altopiano di Folgaria la vetta del monte Maggio (1853 m), è uno dei principali luoghi «sacri» del primo grande conflitto mondiale. Sulla sommità passava il confine austro-italiano. Ai piedi dell’altra croce metallica che ricorda il sacrificio dei molti soldati italiani travolti dall’Offensiva del maggio 1916 (19-20 maggio), si sviluppa ed è ancor oggi visibile (restaurate nell’ambito dell’allestimento del Sentiero della Pace) la rete di trincee che fortificavano la parte alta dell’altura. Da qui, nei giorni di cielo limpido e cristallino, lanciando lo sguardo verso la pianura veneto-vicentina, oltre le sottostanti vallate, è possibile scorgere il riflesso del sole sulla laguna di Venezia. Sul lato Nord dell’altura è ancora visibile il manufatto in cemento che costituiva la stazione di arrivo della teleferica militare (allestita dopo l’Offensiva) proveniente da Passo Coe – Malga Melegna.

COME ARRIVARCI

Ci sono due possibilità. La prima: lasciata la macchina a Passo Coe, al parcheggio posto in prossimità del crocicchio dei Camini, seguire il segnavia del Sentiero della Pace che porta sull’alto versante orografico destro della Val di Terragnolo e, per quella che fu la strada militare,  con ampi panorami sul massiccio del Pasubio, fin sulla sommità. Ci si arriva normalmente in ore 1,5. Per il rientro si può seguire l’ex strada militare che scende il versante Nord, verso Malga Zonta, seguendo il segnavia del Sentiero Europeo E5; in prossimità del primo tornante si abbandona la strada e, seguendo i segnavia, per pascolo boscato si arriva facilmente a Passo Coe, in prossimità del punto di partenza. La seconda: dal grande parcheggio del Lago Coe, oltre il Passo Coe, in prossimità di Base Tuono, seguire in media salita la comoda ex strada militare che dal Sacrario di Malga Zonta conduce fin sulla sommità della montagna. Si torna per la medesima via. Circa ore 1,5 in andata. Media difficoltà.

Forte Campomolon

Forte Campomolon

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Ai forti austriaci degli Altipiani si contrapponevano tre forti italiani: Forte Verena (a 2015 m, chiamato “il dominatore dell'Altipiano”), Forte Campolongo (a 1720 m) e Forte Campomolon (a 1853 m).

Dei 44 forti costruiti dagli italiani a partire dal 1908, a difesa del confine nazionale, fu l’unico che allo scoppio del conflitto risultò appena abbozzato. Ciò nonostante, per la sua importante posizione strategica, in vista delle ostilità fu armato, nei dintorni, con obici da 280 mm. E con essi il Forte prese pesantemente sotto tiro il Forte Cherle, il Forte Dosso delle Somme, il Forte Sommo alto e il Forte Belvedere Gschwent. Non ci è pervenuto il progetto della fortezza, per cui è difficile cogliere oggi l’imponenza della struttura che sarebbe dovuta sorgere sulla sommità dell’omonima altura, a 1853 m di quota, armata con tre cannoni da 149 mm. Misteriosa appare anche l’imponente galleria tubolare che immette nel piazzale. Forte Campomolon è noto per il sacrificio del Ten. Paolo Ferrario che il 19 maggio 1916, nelle prime fasi della Strafexpedition, sacrificò la sua vita per impedire che impedire che i pezzi d’artiglieria cadessero integri in mano nemica.

COME ARRIVARCI

Da Folgaria: dalla rotatoria di Folgaria est seguire le indicazioni per Passo Coe e proseguire oltre (da Folgaria sono circa 15 km) fino ad abbandonare il confine provinciale e raggiungere, oltrepassato il Rifugio Valbona, la soprastante Sella Valbona (1782 m) da cui si ha un ampio panorama sull’altopiano di Asiago e le vallate veneto-vicentine. Parcheggiare nel piazzaletto e seguire la strada sterrata che si diparte sulla sinistra e che, in circa 2 km, porta al Forte. Con un po’ di attenzione è possibile salire sulla sommità dell’altura da cui si ha uno dei più bei panorami del Basso Trentino.

La Forra del Lupo - Wolfsschlucht

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Una lunga trincea di crinale, scavata tra alte pareti di roccia, fatta di feritoie, osservatori e caverne che si affacciano su strapiombi e ripidi pendii, in faccia al Pasubio, la montagna sacra della Grande Guerra. Questa è la Forra del Lupo, la stessa che il soldato Ludwig Fasser ha immortalato con la sua macchina fotografica e il pittore Albin Egger ha fissato coi pennelli sulla tela... mentre si attendeva l'assalto, la battaglia. Cent'anni dopo le emozioni del tempo si sposano con la quiete della natura, con la bellezza di incredibili panorami...

La Forra è ancora priva di segnaletiche direzionali ed è visibile solo con visita accompagnata: vedi il calendario degli eventi estivi dell'Azienda per il turismo.

Attenzione! Attualmente il percorso non è in sicurezza ed è privo di segnaletiche direzionali e storiche. Sarà inaugurato ufficialmente l'12 luglio 2015.

La Scala dell'Imperatore

La Scala dell'Imperatore

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Nei pressi di Forte Cherle, di lato alla strada provinciale dei Fiorentini (SP N. 142), quella che viene chiamata

la Scala dell'Imperatore è una lunga serie di ampi e talvolta stretti gradini (183) che salgono il ripido pendio

in cima al quale si trovano ai resti murari di quello che fu l’ospedale militare di Val Fredda.

Si vuole sia stata chiamata «dell'imperatore» in omaggio all'imperatore Carlo d'Asburgo, giunto in visita al fronte degli Altipiani nella primavera del 1917.

È nota anche come Scala dei morti, appellativo derivato dal fatto che avrebbe permesso il trasporto dei soldati deceduti nell’ospedale al sottostante cimitero del forte.

Il comando tattico di settore a Virti

Il comando tattico di settore a Virti

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Nei pressi del piccolo abitato di Virti, in una profonda forra naturale invisibile alla ricognizione aerea, si trovava il cosiddetto «Comando tattico di settore».

Era costituito da un edificio coperto, una serie di ricoveri in caverna e da una centrale telefonica che lo teneva costantemente in contatto con i vari settori del fronte.

La sua funzione era il coordinamento delle operazioni militari in atto sugli Altipiani. Si vuole che nel maggio 1916, in prossimità della Strafexpedition, vi avesse trovato alloggio il principe ereditario Carlo d’Asburgo.

 

COME ARRIVARCI

Da Carbonare: lasciata la macchina
(parcheggio accanto la chiesa) seguire
la segnaletica direzionale che
accompagna il percorso turistico n. 33.
Dislivello: 100 m circa.
Medio/facile. Bambini:+8 anni.
Tempo previsto a/r: ore 2,30.
Percorso breve: da località Virti, passando sotto il portico.

Stazione di collegamento ottico Monte Rust

La stazione di collegamento ottico di monte Rust

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Nelle comunicazioni militari d'uso comune erano il telefono e il telegrafo. Per ovviare al problema dell'interruzione delle linee a causa dei bombardamenti, fu predisposto anche un sistema alternativo di comunicazioni basato su segnali luminosi.

Per questa ragione su monte Rust, a 1220 m di quota, a circa metà della linea fortificata, fu allestita una Stazione di collegamento ottico. La sua funzione era quella di raccogliere i messaggi inviati dai vari forti e osservatori e di trasmetterli ai comandi arretrati e al vicino comando tattico di Virti.

Appositi fori ricavati nelle pareti ospitavano proiettori e cannocchiali che permettevano l'invio e la recezione dei segnali.

COME ARRIVARCI
Dalla piazza di Lavarone Chiesa: seguire, poco oltre l’Hotel Monte Rust, la stradina sterrata che inoltrandosi
in un bel bosco misto (faggi, carpini, abeti) in circa mezz’ora di cammino porta fin sulla sommità dell'altura.
Dislivello: 150 m circa.
Facile. Bambini:+6 anni.

Cimitero Militare A.U. di Folgaria

Cimitero Militare A.U. DI Folgaria 

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Fin dai primi mesi di guerra (estate 1915) l’area sottostante il cimitero civile di Folgaria venne adibita a cimitero militare Austro-Ungarico. Col proseguire del conflitto lo spazio riservato alla sepoltura andò sempre più ampliandosi. Negli anni Trenta a seguito della riesumazione delle salme conservate nei vari cimiteri dislocati in prossimità di quella che era stata la linea del fronte, il cimitero fu ampliato ulteriormente fino ad interessare tutta la superficie oggi adibita a parcheggio, ad est del cimitero attuale. Un razionale intervento di riorganizzazione dell’area attuato tra il 1971 ed il 1972 ha ridisegnato lo spazio interno e la disposizione delle sepolture: i resti dei 2500 caduti austro-ungarici (750 dei quali sconosciuti) furono riesumati e raccolti in quattro grandi cripte mentre lungo il perimetro vennero sistemati i monumenti cimiteriali provenienti dai vari cimiteri da campo dislocati sul territorio.

COME ARRIVARCI

Il cimitero militare si trova nel centro di Folgaria, in Viale Trento, sottostante la chiesa parrocchiale di San Lorenzo e il cimitero militare civile.

Cimitero Militare A.U. di Lavarone

Cimitero Militare A.U. di Lavarone 

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Si trova sull’altopiano di Lavarone, a 1280 m di quota, in località Slaghenaufi, alle pendici del boscoso versante sud del monte Cimone. Mèta ambita di una facile passeggiata che si sviluppa dal sottostante, piccolo centro abitato di Slaghenaufi, è inserito in una cornice naturale di grande ed emozionante bellezza. Sulle 748 croci disposte sui vari livelli che compongono il cimitero sono ancora leggibili i nomi dei soldati sepolti, tra i quali molti ungheresi e bosniaci. Nella parte Nord si trova la cappella già presente all’epoca, ricostruita nel 1954 e restaurata nel 1992. Nei pressi del cimitero, durante il conflitto, fu allestito un grande ospedale militare gestito dall’Ordine dei Cavalieri di Malta e che prese allora il nome di ‘Malteser Spital Malga Belem’. È curato dal Comune di Lavarone in accordo con il Commissariato Generale Onor Caduti di Guerra e la Croce Nera Austriaca.

COME ARRIVARCI

Dall’abitato di Bertoldi si seguono le indicazioni che in circa 1,5 km portano al piccolo e caratteristico abitato di Slaghenaufi. Lasciata la macchina nell’apposito parcheggio, si sale a piedi fino al cimitero, percorrendo in media salita circa 300 m di percorso.

Cimitero Militare di Costalta

Cimitero Militare di Costalta  

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Si trova sull’omonima altura, lungo la strada che collega l’abitato di Luserna/Lusérn al Passo Vezzena, a circa 1550  m di quota. Le prime sepolture risalgono al maggio del 1915, quindi ai primi giorni di guerra, e accolsero anche caduti italiani, periti nei ripetuti assalti tentati contro il vicino Forte Busa Verle. Secondo le cronache il primo soldato a trovare sepoltura, il 29 maggio, fu un Landesschütze, dal nome ignoto; il secondo fu un soldato italiano, Salvatore Randazzo di Palermo, classe 1895, il cui corpo fu rinvenuto il 30 maggio 1915 nelle vicinanze del Forte Lusern. Accolse anche, in fosse comuni, molti dei caduti italiani periti nel fallito assalto del Basson, il 24-25 agosto 1915. Nei pressi del cimitero, in zona defilata, si trovavano una serie di baraccamenti e apprestamenti logistici. Il cimitero fu smantellato nel 1921 e i resti dei caduti traslati nel grande Ossario di Asiago. Simbolicamente ora espone 184 croci. È stato ripristinato e benedetto nel 1986.

COME ARRIVARCI

Dalla piazza di Luserna seguire la comoda strada provinciale che porta al ristorante Malga Millegrobbe e che prosegue verso il passo Vézzena, passando per località Costalta. Il cimitero si trova di lato alla strada.