Percorsi Tematici

La Forra del Lupo - Wolfsschlucht

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Una lunga trincea di crinale, scavata tra alte pareti di roccia, fatta di feritoie, osservatori e caverne che si affacciano su strapiombi e ripidi pendii, in faccia al Pasubio, la montagna sacra della Grande Guerra. Questa è la Forra del Lupo, la stessa che il soldato Ludwig Fasser ha immortalato con la sua macchina fotografica e il pittore Albin Egger ha fissato coi pennelli sulla tela... mentre si attendeva l'assalto, la battaglia. Cent'anni dopo le emozioni del tempo si sposano con la quiete della natura, con la bellezza di incredibili panorami...

Il percorso della Forra del Lupo – Wolfsschlucht è di media difficoltà (dislivello 410 m) ed è contrassegnato dal segnavia SAT N. 137. Il punto di partenza è in località Cogola di Serrada, dove è possibile lasciare la macchina. Di lì seguire i segnavia. Per il rientro è possibile effettuare un percorso circolare raggiungendo il Forte Dosso delle Somme, spostarsi al rifugio Baita Tonda sulla vicina sommità della Martinella e rientrare a Serrada per il percorso SAT N. 136 che riporta, per altro percorso, in prossimità del punto di partenza.

Attenzione! Per il passaggio attraverso la Forra si consiglia la dotazione di un caschetto protettivo

Percorso Emozionale "Dalle Storie alla Storia"

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Il percorso emozionale "Dalle storie alla Storia" è un sentiero tematico che tratta dello scoppio del primo conflitto mondiale narrando le vicende che hanno coinvolto i civili e gli abitanti di Luserna-Lusérn.

Ventotto silhouettes di metallo, arricchite con dettagli artistici in cotto, raccontano in prima persona altrettante brevi storie vere.

Queste statue, dislocate lungo il Sentiero della Grande Guerra (sentiero n°2) che dalla fontana di Piazza Marconi-Platz porta prima a Forte Campo-Werk Lusérn e poi all'avamposto di Oberwiesen, vogliono far riflettere sull'atrocità e sulla spietatezza della guerra che improvvisamente ha sconvolto la vita di questa gente di montagna.

Il percorso è adatto a tutti e la passeggiata si completa in circa due ore.

Percorso emozionale dalle storie alla storia Luserna

PERCORSO DELL’OSPEDALE DELL'ORDINE DI MALTA

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In prossimità del conflitto con l’Italia (1915-1918), gli alti comandi austro-ungarici allestirono sugli Altipiani di Folgaria e Lavarone alcuni presidi sanitari, adibiti all’assistenza della truppa al fronte. Il compito di predisporli fu affidato all’Ordine dei Cavalieri di Malta, un’antichissima organizzazione (originatasi nel 1050 a Gerusalemme), ancora oggi attiva e operante a livello internazionale, che ha tra le sue finalità l’assistenza agli infermi, soprattutto nei luoghi di guerra. L’Ordine predispose alcuni ospedali, a Folgaria nell’ottocentescaVilla Pasquali, a Carbonare nella casa Liber, a Lavarone a Slaghenaufi e a Luserna nei pressi del crocevia di Monte Rovere. L’ospedale di Slaghenaufi, all’epoca denominato «Malga Belem», per via della vicina malga, era costituito di un complesso sistema di strutture di legno, capaci di contenere e assistere oltre duecento feriti. Era inoltre attivo (così a Folgaria) un gruppo chirurgico che affrontava con alta professionalità e con le attrezzature più moderne i casi più gravi e disperati. Di quelle strutture, a parte Villa Pasquali, non esiste più nulla.

 

Per mantenerne vivo il ricordo e per ricordare la presenza di una struttura così imponente e importante, a Slaghenaufi, nell’ambito dei progetti per il Centenario Grande Guerra è stato predisposto dal Comune di Lavarone con il supporto della Comunità degli Altipiani un percorso passeggiata che permette al visitatore di percorrere il sentiero che collegava i terrazzi artificiali, ora avvolti dal bosco, su cui insisteva il complesso ospedaliero rivedendo – attraverso apposite segnaletiche fotografiche storiche – la complessità della sua organizzazione. Il percorso si conclude in prossimità della cappella di legno, che ha mantenuto le sembianze dell’originaria cappella dell’ospedale, e in prossimità del Cimitero militare, che ancora oggi raccoglie le spoglie di 748 caduti. Punto centrale del percorso è la «Villa degli ufficiali», cioè la ricostruzione, sulla sommità del dosso posto nella parte centrale dell’area, di una struttura di legno che accoglie, rievocando le strutture dell’epoca, alcuni pannelli illustrativi, redatti in tre lingue.

 

GIRO DELLE TRINCEE DI SERRADA

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Difficoltà: medio
Durata: 0.50 h
Lunghezza: 1,7 km (percorso ad anello)
Dislivello in salita: 140 m
Dislivello in discesa: 140 m
Partenza: Serrada sud
Arrivo: piazza di Serrada
Consigliato a: famiglie, bambini + 6 anni
Punti di interesse: Trincee (guerra 1914 - 1918), vedute panoramiche sulla valle di Terragnòlo
 

DESCRIZIONE:

Percorso breve e di facile percorribilità, che coincide nel primo tratto con il più importante percorso della Forra del Lupo. È adatto soprattutto come proposta didattica per le scuole, per far conoscere ai ragazzi un trinceramento di prima linea, nel caso specifico un sistema di trincee affacciato sull’alta valle di Terragnolo, in faccia al massiccio montuoso del Pasubio e al passo della Bórcola, ove transitava il confine nazionale austro-italiano.

Il punto di partenza è in località Cogola, in corrispondenza dell’ampio piazzale, poco oltre l’abitato di Serrada. Raggiunta la postazione osservatorio, nel punto più alto del tracciato, il percorso devia a sinistra (proseguendo si raggiunge la Forra del Lupo) e riporta tramite un sentiero in paese, toccando un anello di cemento ove, durante il grande conflitto, era collocata una postazione contraerea. Il segnavia riporta il n. 18

GIRO DELLE TRINCEE DI NOSELLARI

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PERCORSO OVEST

Lunghezza: km 1,2 - Dislivello: 18 m

Durata: 30 min - Difficoltà: facile

PERCORSO EST

Lunghezza: km 1 - Dislivello: 65 m

Durata: 40 min - Difficoltà: facile

PERCORSO INTERO

con tratti di congiunzione

Lunghezza: km 3,2 - Dislivello: 83 m

Durata: ore 1,20 - Difficoltà: facile

DESCRIZIONE:

In prossimità del conflitto con l'Italia (guerra 1914-1918) a valle dell'abitato di Nosellari fu predisposta una robusta linea trincerata, affacciata sull'alta valle dell'Astico, i cui punti di forza erano gli «Stoi», tunnel artificiali utilizzati come ricoveri e depositi di munizioni. La linea fu efficacemente presidiata dalle locali compagnie di Standschützen. Il percorso, facile e alla portata di tutti, diviso in due parti (Est ed Ovest), permette di cogliere i punti più suggestivi e panoramici della trincea. Al punto panoramico delle trincee si raccomanda la dovuta prudenza.